Categoria: Interviste

Michele Cherobin è il nuovo Responsabile Settore Giovanile

Nell’ottica della programmazione della prossima stagione sportiva, la società Dairago C5, sita in Castelllanza (VA), ha predisposto sui propri canali social, le locandine per la ricerca di atleti nati dal 2001 per sviluppare il Settore Giovanile.
Siamo ai nastri di partenza – dichiara il Direttore Generale Messa che, in accordo con la società e considerati i trascorsi nel ruolo di dirigente, incarica Michele Cherobin a Responsabile del Settore giovanile.

Il Dairago C5 seppur sia, da solo un anno sul territorio castellanzese, ha deciso di sviluppare il proprio progetto nel suddetto comune. Nel primo step, Raimondo & Co. avvieranno solo l’attività agonistica, affidando (se il numero di atleti minimo sarà raggiunto) il roster categoria Giovanissimi ad un allenatore abilitato dal settore Tecnico. Saranno organizzate, in accordo con il Comitato Regionale LND territoriale attività di selezione degli atelti.

Il progetto del settore giovanile dairaghese, vede anche la costituzione, dei roster partecipanti ai campionati di categoria U15, U17 e U19 con l’obiettivo di coivolgere, in primis i giovani sul territorio e per promuovere la disciplina del calcio a cinque, che ricordiamo non essere il calcetto dei quarantenni ma un vero Sport. Incaricato a Responsabiliedello sviluppo del progetto: Michele Cherobin “Il settore giovanile deve diventare il nostro fiore all’occhiello. Siamo in crescita a livello numerico. Lavoriamo affinchè il settore giovanile diventi un serbatoio importante per la prima squadra.

Ma chi è Michele Cherobin?

E’ un ragazzo cinquantenne appassionato di pallone, che ha giocato per tanti anni a calcio a11.
All’età di ventidue anni, con altri coetanei partecipava, con ottimi risultati, al torneo della befana di calcio a cinque (manifestazione per oltre 4 anni gestita dal Dairago C5 in collaborazione con la US Dairaghese). Si è avvicinato definitivamente al futsal, quando nell’87 la squadra di amici partecipanti al Torneo della Befana ha fondato l’associazione sportiva Dairago 87 affiliandosi al CONI ed alla FIGC e partecipando al campionato di Serie D.

Dopo qualche stagione il Dairago’87 lascia i palcoscenici federali e nel 2011 alcuni atleti dairaghesi con Raimondo fondano il Dairago C5. Nel 2013, si unisce al Dairago C5 in qualità di dirigente accompagnatore della squadra Juniores supportando Raimondo prima, allora Mister, e Carlomagno dopo, allo sviluppo del settore giovanile. Nel 2019 dopo 3 anni di inattività sportiva accetta la carica di Responsabile del Settore giovanile del Dairago C5.

purtroppo il futsal è visto come l’ultima spiaggia per gli over quaranta: l’occasione per tirare quattro calci al pallone e dimenticare le vicessitudini famigliari e lavorative; realmente, la nostra disciplina, è un ottimo trampolino per i giovani; i fondamentali tecnico tattici sono la base per il calcio a undici. Al Dairago C5 ci sono atleti preparati che han militato a lungo nei campionati di serie C2, C1 e B e sono tutti pronti a trasmettere la loro esperienza ai giovani. Il nostro compito è di trasmettere la nostra disciplina, che si pratica al coperto lontano dalle intemperie e dai malanni di stagione

e prosegue con un consiglio ai giovani calciatori

Meglio giocare ad alti livelli a calcio a cinque che giocare in terza categoria ad unidici

I risultati della prossima stagione sportiva non contano” Prosegue Messa nel corso della sua intervista. “Conta solo il fatto che i bambini vengano a giocare ed a divertirsi. Bisogna unire il fatto di venire a fare sport senza però trascurare l’aspetto ludico.”

Per il Dairago C5 il progetto e le sue fondamenta sono chiare. La filosofia anticipata da Manuzzato, nel corso della sua intervista, sarà cavalcata da tutte le squadre; noi vogliamo che i ragazzi vengano a divertirsi, non è un lavoro e non è la scuola. Quello che cercheremo di trasmettere anche ai genitori è “abbiamo giocato bene e ci siamo divertiti”.

Inutile negare che se ti diverti, poi vinci.

 

 

 

 

 

Cinque domande a Mr Spadaccino – “Mai abassare la guardia”

Chi è Marco Spadaccino? Nasce come calciatore a 11 con trascorsi nelle giovanili dell’inter, per poi tornare verso casa approdando alla Pro Patria. Poi varie società in promozione; ad un certo punto della sua carriera sportiva, si innamora del futsal e questo amore, in poco tempo, ha preso il sopravvento: da giocatore ha militato nelle serie di C1 e B; da allenatore C2, C1 e B..

Nel ruolo del mister, applica concetti semplici, ma fondamentali, in cui la squadra è l’epicentro da cui si propagano le onde sismiche necessarie all’ottenimento di ogni risultato. Oggi, a bocce ferme, in attesa del secondo scontro diretto, per il conseguimento dell’obiettivo stagionale, il campo evidenzia la bravura dei Dairaghesi nel mantenere le previsioni della vigilia, tuttavia, il campionato è ancora lungo e le insidie sono sempre dietro l’angolo. Ma guai ad abbassare la guardia, se vogliamo vedere coronato il lavoro svolto”.

Il presidente mi ha accennato di una vostra telefonata mentre era in spiaggia la scorsa estate: perchè Dairago C5?

Semplicemente in passato ho collaborato con il presidente Raimondo; mi è piaciuto subito come persona e quali idee aveva per la crescita della sua società

Come consideri l’esperienza di campo in questa prima stagione?

Sono subentrato nel ruolo di allenatore a stagione avviata perchè approdato al Dairago in veste di atleta. 
I numeri parlano chiaro, la classifica è buona e sono contento; il campionato è ancora lungo seppur, da calendario mancano solo quattro giornate. 

Sotto quali aspetti la squadra può crescere dopo la stagione corrente ad oggi considerabile buona?

Sicuramente la crescita va ampliata in tutti i reparti.. Inizialmente dal settore giovanile che stiamo già provvedendo a costruire; poi inserendo altri giocatori validi x completare la squadra. Specialmente nei reparti dove siamo carenti.

Quali sono le sue aspettative per le ultime gare di campionato?

Sicuramente il raggiungimento dei play off a cui teniamo tantissimo, sapendo che saranno 4 battaglie. 

Quali dei giocatori del roster si sono rivelati oltre le sue apettative?

Luca Cherobin, giovanissimo ragazzo del 2001 che ha grossi margini x diventare 1 bel giocatore di Futsal.. X il resto credo che tutti hanno fatto e faranno fino alla fine il loro lavoro.

Pallone nel sangue e Talento: Salvatore Pitronaci

Giocare per e con gli altri. Guidare i propri compagni sia dentro che fuori dal campo. Metterci la faccia. Sono queste le caratteristiche principali di un capitano. Questi i valori e gli ideali del giovane capitano del Dairago C5 Salvatore Pitronaci – Pallone nel sangue e Talento – che si racconta in questa intervista per Il Dairago Time.

Chi è Salvatore Pitronaci?

Un ragazzo come altri, che pratica la nostra disciplina grazie alla fiducia di Guido Caracciolo, attuale Mr dell’Atletico Arluco, squadra di calcio a cinque militante nel campionato di serie D.


Puoi farci un riassunto della tua carriera sportiva e raccontarci perchè hai scelto il Dairago C5 nel momento in cui, i veterani, non sono stati confermati? Ci aspettavamo un tuo ingresso negli anni precedenti considerati i rapporti di amicizia con ognuno di loro.

Sono cresciuto nel calcio a a undici, militando anche squadre professioniste. Faccio parte del mondo del calcio a cinque da quattro anni, iniziando la mia avventura in C1 grazie alla tantissima stima e fiducia di Guido Caracciolo, Presidente, nel 2015 del Kickoff Legnano; successivamente, ho fatto un altro anno in serie C1 e due anni in serie C2.

Ho scelto il Dairago C5 perchè ho sposato il progetto, presentatomi dal presidente Raimondo e il DS Messa; entrambi li conoscevo da tempo ed in passato mi avevano già cercato per entrar a far parte delle rispettive compagini. Entusiasmato dal progetto e dalla roadmap degli anni, ho preso questa decisione. 

Cosa e chi porti dietro nel tuo bagaglio passato? – Se dico: “Dairago C5” – cosa ti viene in mente? Oggi siete nella parte alta della classifica e non per benefici economici; nasce come un gruppo di amici, si trasforma in una società a conduzione familiare e solo quest’anno con l’arrivo di Messa si è ristrutturata. Quali consigli daresti ai tuoi dirigenti per migliorarvi ancora?

La società nei nostri confronti è sempre disponibile; lavora ogni giorno per migliorarSi ed ad oggi stiamo raggiugendo l’obbiettivo prefissato ad inizio anno: i PLAYOFF. Siamo un gruppo molto unito.

Cosa si prova ad essere il Capitano, subentrato a Novembre a Beretta Davide, uno dei pochi confermati dalla stagione 2018/2019 ed ancora impiegato.

Al momento del rilascio della fascia di Capitano da parte di Davide Beretta, non mi sarei mai aspettato di essere scelto. .
Ad oggi sono felicissimo di essere Capitano di questa squadra.

Avvio di stagione rocambolesco con l’esonero di Belli nonostante i risultati positivi – Quanto ha inciso sui risultati e sulla stagione? il roster è rimasto pressochè lo stesso: molte le uscite ed 1 solo ingresso.

Dopo l’esonero di Mr belli è subentrato Mr spadaccino che a mio avviso è un allenatore preparato sul calcio a 5.
Il suo step è stato quello di unire un gruppo. 
Poi è intervenuto con polso nelle sedute di allenamento e la squadra ha risposto immediatamente al segnale: se adesso ci troviamo nella zona play off è anche grazie a lui ed al suo operato. 

Campionato in chiusura. Obiettivo Playoff al momento centrato ma non ancora matematico. Quali partite vi daranno la certezza?

Mancano poche partite alla chiusura di campionato molto complicate dove tutte le compagini vogliono raggiungere l’obiettivo comune; certezze non c’è ne sono e tutte le partite vanno tutte giocate; tra le restanti della regular season, sono positivo alla gara contro L’Arona C5 perchè giochiamo sul nostro terreno di giuco, dove manteniamo l’imbattibilità. Cercheremo di arrivare al derby con l’obiettivo raggiunto un modo da goderci il derby, che è una partita a se, tra società che si rispettano. 

L’anno calcistico sta per terminare, se guardi indietro cosa ti aspettavi da questa stagione.

Nulla di più di quello che è stata. Sono contento. 

Il derby è una partita a se ma potrebbe decidere chi delle due sarà ai playoff. Nel girone di andata, un secco 5 a 1; quale sarà il risultato nel girone di ritorno?

Il derby, come anticipato, vorrei giocarlo a qualificazione raggiunta, altrimenti sarebbe una vera guerra; sicuramente una bella partita, dal clima caldo, dando per scontato, che l’Academy Legnano vorrà rifarsi della gara di andata. 

Quale può essere la vera arma in più di questa squadra?

Il gruppo come lo siamo stati fino ad oggi. 

Stagione 2019/2020 – Impossibile lasciare. poi da capitano – Suggerimenti per la società e quali giocatori vorrebbe al suo fianco.

La società ci sta già ampliamento lavorando è sono certo che, come per quest’anno si farà trovare pronta per la stagione successiva; spero rimangano tutti i gli atleti di questa stagione perché oltre ad essere giocatori esperti e validi, sono grandissime persone con cui personalmente mi farebbe piacere proseguire l’avventura.

Intervista al giovane talento Luca Cherobin

Classe 2001. Un trascorso nel calcio a11 che conta. Aggiornamento di posizione e cambio di disciplina ma seppur calciando con rabbia e determinazione sempre il pallone. La sua fisicità, unita alla bravura e la determinazione nell’ anticipare l’avversario di turno, ne fanno un pezzo pregiato dei rossoblu guidati da Mr Spadaccino. Grandi prospettive per la prossima stagione riservate da Messa & Co. In attesa di palcoscenici più importanti, Luca è concentrato sul presente e sul campionato in corso dove spera, di mantenere la posizione in classifica e conseguire con la squadra l’obiettivo playoff.

Chi è Luca Cherobin? Nato 27/08/2001 da papà Michele e mamma Daniela. Fratello di Matteo, giovane che ha militato in passato, per 3 anni nelle file del Dairago C5. 42.5 di scarpa per 70 kg di peso e 172 cm di altezza. Un ragazzo schivo ma simpatico: un animale da banco per la quantità e la velocità di cibo ingurgitato. Un trascorso da calciatore importante con militanza nella Bustese campionato regionale A e Nazionale e sucessivamente ad Inveruno e Legnano categoria regionale A. Da giugno 2018, giovanissimo atleta del Dairago C5: categoria serie C2.

Conociamolo meglio.

Giovanissimo già in serie C2. Quali sono le differenze tra il C11 ed il C5 e perchè hai scelto dairago.

Ho sempre giocato a 11 da quando avevo 6 anni, quindi il mondo del calcio a 5 è nuovo per me. Ho girato varie squadre ma negli ultimi 2 anni, tra problemi di allergia e altro avevo bisogno di cambiare. Mio fratello circa 3 anni fa ha giocato nella juniores del Dairago a 5 con il mister Raimondo, attuale Presidente. L’ho chiamato chiedendogli se potevo provare e Lui mi ha accolto a braccia aperte. Questa disciplina da undici a cinque cambia radicalmente; ad undici hai più tempo per pensare e per giocare cosa che a cinque non hai. Anche la tattica e gli schemi cambiano molto, cosa che nei primi mesi mi ha messo in difficoltà e anche tutt’ora, ma di meno.

La società sta lavorando per il settore giovanile, il prossimo anno sarai il capitano dell’under? Sei mai stato capitano? Saresti contento?

Negli anni passati poche volte sono stato capitano. Non so se sarò capitano dell’under il prossimo anno, ma se la società mi darà questa occasione ne sarei felice e metterò tutto l’impegno che serve per onorare la fascia e di assumerMi le responsabilità che ogni capitano deve assumersi.

Un messaggio diretto ai tuoi coetanei che potrebbero giocare con Te nel Dairago C5. Devi convincerli.

Il gioco del calcio a cinque è meno diffuso dell’undici, per questo le persone pensano che a cinque si gioca quando sei a fine carriera ma non è così: Io, ho provato entrambe le discipline, perché sono due sport molto diversi; posso dire che le partite a cinque sono molto più impegnative rispetto a quelle a undici e, per esperienza personale, se stai perdendo anche 5 a 0 a cinque minuti dalla fine puoi ribaltarla e vincere anche, cosa che nel calcio ad undici non puoi, è impossibile. Secondo me, è questa la cosa bella del calcio a 5, le partite sono molto più veloci e combattute e fino all’ultimo secondo non sai come finirà. 

Raccontaci la tua esperienza nel Dairago C5. Cosa c’è stato di positivo e cosa di negativo?

All’inizio, parlando di problemi collettivi, ci sono state delle criticità con alcuni compagni di squadra e con l’ex mister. Parlando di me, non ho mai avuto problemi sia coi compagni sia col mister. Devo ancora imparare molto, ma pian piano sto trovando i miei minuti di gioco effettivi in partita e di questo son felice, perché nei primi mesi giocavo poco niente seppur quasi sempre convocato.

Sono contento di aver scelto il Dairago C5 e spero di essere sempre più utile alla causa.

Cosa ti rimarrà nel cuore di questa stagione.

E’ bello vincere il campionato o giocarsi i play off e vincerli, ma la cosa che mi rimarrà di questo anno saranno le persone che ho conosciuto che mi stanno aiutando da settembre ad ora nella mia crescita calcistica e per questo le ringrazio molto.

Chiudiamo la nostra intervista con due battute della dirige20nza dairaghese:

Danilo Messa, Direttore Generale: “Luca è stata una vera sorpresa, schivo e taciturno ha affrontato la sua prima stagione di C5 con la maturità di un veterano, ha margini impressionanti di crescita, ma la sua forza è la grinta e cattiveria che ributta in campo. Dopo una prima parte ad apprendere, ora sta trovando il suo spazio, e quando non gioca si capisce che è incazzato ma non molla e per un 17nne è raro trovare tanta caparbietà. Per questo stiamo approntando il settore giovanile proprio per farlo crescere e dargli esperienza in categoria

Massimo Oneda, Segretario e Tesoriere: “poche parole ma grande qualità e sostanza. In campo si fa notare per sue indubbie doti calcisticamente molto molto promettenti. si fa ben volere da tutti. voto eccellente

Dairago Time in esclusiva: Pierluigi Manuzzato eterno.

Finalmente dopo anni di scouting, Pierluigi Manuzzato approda alla corte del Dairago C5 nella stagione 2018/2019 e quando, i piu temerari amici del Bar dello Sport, lo davano Non Pervenuto, si presenta con una tripletta nella gara di Morbegno contro il Castionetto.
Nonostante l’avvio di stagione sfortunato, con costanza e determinazione il trentanovenne si rilancia in uno strepitoso girone di ritorno tornando ad essere una certezza nel quintetto di Mr Spadaccino.

Per conoscerlo meglio, basta digitare il nome di battesimo su google, ma, noi lo abbiamo raggiunto, a bordo campo, ieri sera dopo la seduta di allenamento.

Il Manuzzato giocatore lo conosciamo…. Ma chi è realmente Pierluigi??

Un ottimo marito – Sorride – ed un buon padre: la mia principessa ha quattro anni.
Sono un ingeniere civile laureatomi al Politecnico di Milano. 
Amo stare in compagnia e praticare il mio sport preferito – di squadra sottolinea -: il futsal. Pratico questa disciplina dal duemila. 

Un passato importante al Carioca ed all’Elle Esse… poi il Dairago C5 perchè?

15 anni al Carioca se non ricordo male. Ho scelto il Dairago C5 per la corte del Presidente; per il roster e le nozioni della squadra e soprattutto per il gruppo di amici. Quando Spadaccino è subentrato a Belli, ho ritrovato il mister delle precedenti avventure sportive.

Hai un trascorso importante: se possibile, ti chiediamo un feedback sulla società e sul suo operato. Se hai suggerimenti per migliorarVi, sono sicuro siano ben accetti. 

Società concreta e con molta passione: probabilmente raggiungeremo l’obbiettivo richiesto ad inizio anno. Per il futuro è necessario applicare sempre la stessa passione, voglia e determinazione; un consiglio? Puntare sempre sul gruppo: in campo come nella vita, nello spogliatoio come in birreria. L’unione fa la forza. Si vince e si perde insieme. Bisogna avere sempre il coraggio di sorridere alla sventura di una partita persa. Lo sport di squadra rappresenta un’agenzia di socializzazione che ci permette di allargare i nostri orizzonti, di mantenere i contatti.

A questo un punto un feedback anche su compagni di squadra e mister

Come ho detto prima, il Mister lo conosco già da alcuni anni e lo ritengo molto bravo soprattutto, nella lettura della partita.
Il suo, è un mestiere difficile, soprattutto perchè, ci alleniamo una volta sola alla settimana ed ha troppo poco tempo per preparare al meglio la partita; i compagni di squadra sono tutti bravi giocatori ma soprattutto brave persone.

Giornate al terimine: classifica finale?

Noi terzi e vittoria playoff – con una bella palpata al cavallo –

Il Dairago C5 seppur soffrendo (è nel DNA di questa società), per la prima volta in 6 anni (escludiamo la serie D), risiede nelle parti alte della classifica. Cosa vi manca per fare il grande passo.

Ci vorrebbe qualche allenamento in più perché con uno solo alla settimana si riescono a vedere e provare poche cose.
Suggerisco alla società di programmare, a prescindere dalla categoria – 
sorriso scaramantico e altra palpatina al cavallo – almeno due sedute di allenamento alla settimana

Passato e presente: quali sono gli episodi che non si dimenticano

3 in particolare: indimenticabili!

  1. Una partita in serie B col Carioca in cui ho fatto un poker. Spero di ripetermi con la maglia del Dairago C5;
  2. Vittoria della finale di Coppa Lombardia col Carioca in C1 contro la Superfavorita Bergamo che aveva vinto il campionato
  3. Vittoria del campionato di C2 con elleesse

Stai già pensando alla prossima stagione? Sicuramente la società Dairago non ti lascerà andare facilmente, quali sono le condizioni per trattenerti e cosa suggerisci al presidente & soci per migliorarvi.

Tenere il gruppo e organizzare qualche cena societaria in più  – conclude ridendo a squarciagola – 

Ringraziando Pierluigi, non ci resta che augurargli ancora tanti di futsal con la maglia del Dairago C5, con due allenamenti alla settimana (Presidente non faccia il Ligure) e mantendo lo spirito vincente di ora. Il calcio è indubbiamente lo sport più amato al mondo e tanti, bambini ed adulti, desiderano praticarlo: Pierluigi Manuzzato  ne è l’esempio.

Intervista al laterale Orazio Resta

Ultime gare valide per la regular season 2018/2019; il Dairago C5, con il pareggio di Giovedì mette in discussione la propria partecipazione ai playoff; al momento mantiene salda la terza posizione in classifica, ma le inseguitrici sono pronte a sferrare l’attacco.

In attesa della gara di questa sera, a Castellanza contro la Derviese vi presentiamo Orazio Resta, laterale e giocatore fondamentale nel quintetto di Mister Spadaccino per determinazione e temperanza.

Chi è Orazio Resta e come mai è approdato al Dairago C5.

Sono Orazio. Un passato in B e C1 in Molise con la squadra che mi ha cresciuto e che ringrazierò per sempre, la CHAMINADE (sito ufficiale qui). Trasferitomi in Lombardia per lavoro, è stato molto difficile, ricominciare da capo, dove non ti conosce nessuno. Nei primi 4 anni ho militato nel Seprio, attuale Futsal Varese (sito ufficiale qui), dove il tuttofare Graziano Saporiti (un abbraccio con tanto affetto) mi ha fatto sentire subito a casa. Dopo un anno di stop, a causa di esigenze familiari, per la nascita di mia figlia, ho ripreso a giocare nell’Ellesse, gettato nuovamente nella mischia da Marco Spadaccino, che ho deciso di seguire anche in questa stagione nel Dairago C5.

Cosa manca al Dairago per fare il salto di qualità?

Aver giocato e preso parte dello staff di una società diventata scuola di calcio a 5 mi ha permesso di vedere nascere, crescere ed affermare una squadra dalle fondamenta. All’epoca, siamo partiti da una rosa composta di ragazzini del quartiere e siamo arrivati in C1; lo stesso vale per il settore giovanile di tutto rispetto che ormai comprende tutte le categorie. Parto da questo per arrivare al Dairago C5, dove ci sono idee interessanti per partire, tenendo presente che non sarà semplice e che il passo non dovrà essere troppo lungo perché, nonostante questo sport non sia molto diffuso, con la voglia e il volerci provare può nascere un bel progetto.

Quale rete, tra le tante segnate, ti ha lasciato il ricordo più bello nella presente stagione?

Senza ombra di dubbio la rete del 2-4 contro l’Arona (qui il video integrale della gara), la prima vittoria in trasferta della stagione. 

Quali obiettivi ti sei prefissato di raggiungere ad inizio stagione (sia tuoi personali che di squadra)?

Nonostante mi reputi come posizione in campo un universale, l’unico obiettivo personale è stato quello di tornare a giocare nella posizione che preferisco, da laterale; nelle passate stagioni mi sono sacrificato per carenze in organico nel ruolo di pivot. Pensando alla squadra, ovviamente, quello che conta di più, è cercare di fare un campionato nelle zone alte della classifica con la speranza di poter arrivare ai play-off e giocarci le nostre carte.

Le tue prestazioni hanno sicuramente attirato molti addetti ai lavori (tra cui la moglie). Nel futuro prossimo ti vedi ancora giocare al Dairago C5 con la maglia rossoblu?

Lasciata la mia amata Campobasso, la priorità non è stata di dimostrare niente a nessuno, ma di trovare società serie (cosa non semplice) con il solo scopo di divertirmi giocando allo sport che ho sempre amato da quando avevo 16 anni, perché essere un professionista a tutto tondo nel calcio a 5, se hai cmq un lavoro e una famiglia, raramente è cosa possibile.

Uno sguardo al passato: quale è il giocatore più forte con il quale hai giocato?

Ce ne sono stati tanti ma non posso non citare colui che è sempre stato il mio modello d’ispiRazione e con il quale ho avuto la fortuna di giocare una stagione. Luca Giannotti è considerato il più forte giocatore molisano e, nonostante fosse a fine carriera, il solo guardarlo negli allenamenti ed in partita per 5 minuti mi ha insegnato tanto sul suo modo di giocare ma soprattutto sulla sua voglia ancora infinita di mettersi ancora in gioco.

Uno sguardo al presente: quale è il giocatore più forte del roster attuale?

Sarebbe troppo riduttivo fare dei singoli nomi, ma voglio uscire fuori dalle righe pensando ad un ragazzo nel quale rivedo il mio passato, avendo iniziato a giocare stabile in prima squadra a 17 anni. Parlo del più giovane Luca Cherobin, al quale tengo molto, perché nel passato, ho sempre lavorato con e per i giovani. Con orgoglio, in questo senso, penso a qualcuno che è arrivato a calcare attualmente anche palcoscenici di serie a come Fabio Tondi (sicuramente più grazie a lui che a me). Tornando a Luca, in lui vedo qualità di base importanti e la costanza, l’interesse e la voglia continua di migliorarsi senza mai abbattersi; qualità, queste, che potranno migliorarlo costantemente. Certo ci sarà molto da lavorare perché non si è mai arrivati e soprattutto c’è bisogno che ci si soffermi su di lui x aiutarlo in una crescita che fatta da solo non serve a niente.

Il quintetto ideale e perchè? ParlaCi dei tuoi compagni di squadra…

Ognuno ha delle caratteristiche ben distinte, esperienza o meno, e momenti della stagione in cui non ci si sente al meglio. In questa premessa si racchiude il lavoro più delicato per un mister di far coesistere tutti e di mettere in campo il miglior quintetto di quel frangente. Per quanto mi riguarda non esiste un quintetto base perché nel calcio a 5 l’intensità di gioco imporrebbe dei cambi più frequenti, dove la differenza la fa la voglia di lottare anche per soli pochi minuti su ogni singola palla fino alla fine.

Mr Spadaccino ha occhi di riguardo per te? Come sei stato impiegato nella tua carriera e quale consiglio daresti ai tuoi compagni che giocano meno.

Sarò onesto: forse il mister vede in me più qualità tattiche e di intensità che servano da sprono per la squadra, anche se è il primo anno che godo di questo minutaggio con lui, avendo giocato x due anni a fungere da arma in corsa più che dall’inizio.
Ovvio, le esperienze passate nelle quali ho ricoperto diversi ruoli: inizialmente da laterale, spostato centrale x sfruttare intensità difensiva e ripartenza, per completarmi da pivot in rappresentativa sia universitaria che regionale, mettono a volte a confronto i suoi modi di vedere alcune fasi di gioco rispetto ai miei ma l’importante, è avere scambi di idee sempre rispettosi e che servano ad una crescita di squadra più che personale.
Ultimamente, nelle scelte, le rotazioni in campo sono diminuite per scelte tecniche condivisibili o meno ma è ovvio che il plauso maggiore va a chi è constante negli allenamenti venendo in partita spesso e volentieri senza neanche giocare un minuto. Sono dispiaciuto di questo perché capisco benissimo, avendo ricoperto, negli ultimi due anni, sempre con il mister spada, il ruolo di comprimario, giocando a volte a stento cinque minuti; queste sono le persone più importanti di un gruppo perché grazie al loro impegno costante ci si allena bene e con stimolo per il proseguo di una stagione.
Unico consiglio non mollare mai e poi ognuno fa le sue considerazioni a termine stagione, purtroppo credo che in ogni squadra sia cosi.

Quali condizioni ti farebbero accettare un’altra stagione al dairago, seppur diventerai papà prossimamente e la famiglia viene prima del divertimento.

Questo è il tasto più dolente – sorride – perché amare questo sport e voler bene a dei compagni di squadra non può esimerti da impegni ed esigenze di lunga molto più importanti di una stagione calcistica. Diventare papà per la seconda volta è la cosa più bella della vita e qualsiasi scelta futura che possa andare in contrasto con l’impegno di essere prima padre sarà sempre messa in secondo piano.

Abbiamo conosciuto meglio il loquace Orazio, numero 7 del Dairago C5. La società Dairago C5 non obbligherà mai Orazio a mettere in primo piano il futsal rispetto alla famiglia, seppur il presidente Raimondo è sicuro di trovare la quadra con Resta e la propria famiglia.

Beretta Davide confessa gioie e dolori al DairagoTime

CASTELLANZA – Nell’ultima gara di campionato ha raggiunto quota 100 gol con la maglia del Dairago C5. Si, stiamo parlando del bomber dell’ASD Dairago 2011 C5, Davide Beretta.

Nella passata stagione, a suon di gol e di prestazioni superlative ha preso per mano il Dairago C5 guadagnandosi il meritato rinnovo e nella stagione corrente, ha collaborato con i compagni per portarlo “in alta quota” in classifica. In ogni partita ci ha regalato qualcosa di magico, qualcosa di speciale. Come è impagabile vederlo esultare dopo un gol o dopo un assist per i compagni: esattamente come i bambini nelle prime esperienza sportive.

Ieri sera, al termine della seduta di allineamento ci ha accolto nella sua confort zone, ovvero a bordo campo L. Da Vinci di Castellanza con i propri ferri del mestiere “le bende”.

In questa nostra chiacchierata, ha usato sempre le stesse parole, che vengono dalla testa di un grande sportivo:Passione, divertimento, voglia, entusiasmo, lavoro, allenamento. A seguire le principale domande e risposte della lunga chiacchierata.

Chi è Beretta Davide e come mai è approdato al dairago C5 riconfermando la sua presenza anche per la stagione 2018/2019.

Un ragazzo come tanti: uomo nella vita, lavoratore nel quotidiano e sportivo nel tempo libero.
La tenacia del mio Presidente ha fatto sì che il 5/6/2017 mi blindasse per due stagioni sicure e poi chissà… già a dicembre 2017 avevo deciso di seguire il progetto per la stagione 2018/2019.

Stagione 2019/2020 pensieri? Cosa farai il prossimo anno? Hai già pensato ad un plausibile rinnovo?

La stagione 2019/2020 è lontana.. sicuramente parlerò con la società prima di qualsiasi decisione.. il rinnovo ? Bisogna essere sempre in due.

Capocannoniere nella passata stagione ed buon rendimento quest’anno. Quali sono le differenze e come ti trovi nell’organizzazione del gioco richiesto da Mr Spadaccino.

Due anni totalmente diversi: l’anno scorso pensavo all’IO infatti sono arrivati 70 gol e la salvezza; quest’anno invece è il NOI, forse anche la fascia al braccio fino a novembre, una responsabilità diversa e un gruppo nuovo ma molto solido. 
Gioco richiesto dal mister ? Se vuoi giocare ed aiutare la squadra bisogna fare determinate cose: correre, lottare, muoversi senza palla… altrimenti è dura giocare… ed io invece, ho risposto alla grande prendendomi la piena fiducia del mister, che senza quella non si va da nessuna parte.

Hai il Gol nel DNA. Cosa ne pensi di questo concetto.

Diciamo che i numeri parlano per me; personalmente il gol è importante quando vinciamo o è servito alla squadra.. giustamente si parla tanto di gol ma non sottovaluto gli assist che possono valere più di un gol.

Quale consiglio daresti ai tuoi compagni di squadra che giocano meno.

Ho un rapporto molto stretto è importante con i ragazzi che giocano meno e li capisco perché ognuono di noi si allena perché vuole giocare, però a trentasette anni l’esperienza mi insegna che anche cinque min possono essere fondamentali e, soprattutto, che crescere al fianco di giocatori e persone di esperienza accresce il valore del giocatore che gioca meno.

L’importanza dell’allenamento?

L’allenamento è fondamentale; è la base di tutto perché se fisicamente non stai bene poi, fai fatica anche con avversari più scarsi; è necessario per preparare la partita ed aumentare la conoscenza tra compagni

Come è il tuo rapporto con Mister Spadaccino; trovi differenze rispetto alla passata stagione?

La mia fortuna in tutti questi anni e di aver avuto sempre un buon rapporto con tutti gli allenatori: sempre diretto e sincero, avvantaggiato dal fatto che ci metto sempre impegno, serietà e massima disponibilità… requesiti che fanno sempre piacere ad un allenatore.
Mister spadaccino? Io avevo dei dubbi su di lui come lui su di me, ma alla fine il campo ha dato torto ad entrambi; il rapporto è ottimo, la stima reciproca è molto alta e questo mi sta permettendo di esprimermi come vuole il mister per aiutare i compagni e la squadra.

Dopo la vittoria con l’Academy qualcosa è cambiato alla squadra… i risultati, seppur positivi (perchè portano punti) non sono inferiori alle aspettative, il tuo punto di vista?

Secondo me stiamo facendo un grande campionato, forse l’unico rammarico è la coppa che per me in c2 è veramente una maledizione; per il resto, unico obiettivo i playoff, poi giocarli per vincerli.

Parlami dei tuoi compagni di squadra.

I miei compagni sono persone veramente serie e rispettose. Con tutti o quasi ho un bellissimo rapporto e sia in campo che fuori ci divertiamo e scherziamo molto, caratteristiche fondamentali che trasportiamo in campo. Una parentesi sui due fuori quota CHEROBIN E CUTURELLO due ragazzi da prendere come esempio per l’impegno la serietà e le qualità che il tempo farà vedere.

Vediamo che durante le partite (amichevoli, allenamento o campionato), la concentrazione è sempre la stessa, Ti impegni sempre al massimo in ogni occasione, lo fai x distrarre gli avversari oppure è il tuo modo di vivere questo sport?

Contro la Master Team 100 gol con la maglia del Dairago C5: un traguardo importante e che mi rende molto fiero.

Ho una mentalità che mi permette di essere come una macchina sempre… mi spiego meglio: dare tutto per raggiungere il massimo stando attento ad ogni dettaglio.

 

Intervista – Oneda Massimo, molto più di un segretario

Finalmente, dopo un anno di militanza alle spalle del Dairago C5, Mario Massimo Oneda (nella foto) esce allo scoperto; dalla stagione sportiva corrente, ricopre il ruolo, di segratario, tesoriere e fiscalista dall’associazione. Nel consiglio direttivo dell’associazione si occupa delle seguenti mansioni: cura l’amministrazione del patriminio, cura la la tenuta dei libri sociali, redirige i rapporti annuali sociali, sportivi ed economici, redirige ed approva le regolamentazioni interne,

Ringraziando anticipatamente Massimo per il tempo a disposizione, seguono le sue disposizioni

Chi è Massimo del Dairago C5, cosa fa nella vita, cosa vorrebbe fare da grande?

Sorride– da piccolo ho imparato a camminare e a giocare … soprattutto  a correre dietro ad un pallone insieme a tanti amici. Poi, crescendo, ho imparato che oltre al piacere di giocare  ci sono i doveri. In famiglia il primo dovere era lavorare per portare a casa i soldi per la famiglia.
Quindi, ho iniziato da piccolo a fare lavori di manovalanza per poi fare l’impiegato in aziende piccole, medie e grandi. Ho quindi imparato molto lavorando a testa bassa e  da “vecchi” colleghi; con umiltà ed  impegno ho imparato tanto ma  tanto ho ancora da imparare. Ora, dopo un pit stop, sono pronto per una nuova avventura con una  impresa per dare le mie capacità ed esperienze.
Ecco, da grande vorrei contribuire a gestire una realtà sportiva ed una aziendale …. Sempre con umiltà ed impegno.

Pregi e difetti di Massimo e quale tua caratteristica è la manleva per la crescita del dairago

Massimo,  che ben conosce “realtà” vuole contribuire alla crescita del   ASD Dairago 2011 C5. Ed allora, supportando l’attività del presidente , del direttore generale e al servizio della squadra si impegna a fare quanto è nelle sue capacità per raggiungere insieme l’obiettivo.

Le chidiamo un feedback sulla realtà che si è delineata quest’anno con un commento personale sul presidente, sul direttore generale, sullo staff tecnico sulla squadra.

Siamo tutte persone uniche, che, con la massima passione  collaboriamo unitamente (anche se ci sono gli alti e bassi) per il bene del Dairago. La tread dunion tra Raimondo e Messa, entrambi mie interlocutori diretti nella gestione dell’associazione, è un legame importante, tra  persone che vivono la società con la stessa passione… il presidente sugli spalti si trasforma… – e sorride nuovamente – ; lo staff tecnico lavora molto bene ed i giocatori seguono con attenzione le indicazioni di Mr Spadaccino e Mr Burzo; l’avvio di stagione è stato tutt’altro che facile… abbiamo rimandato una criticità per troppo tempo e quando il direttorio ha scelto di affrontarla, sono state fraintese le modalità e l’intento, vivendo di fatto, un retroscena da film horror. Secondo la teoria della probabilità non poteva accadere altrimenti, ma non essendo tutti matematici, gli umani (senza distinzioni tra l’essere nel torto o nella ragione), le scimmie e le capre, da tastiera, hanno acceso dibattiti su canali non del tutto consoni, ad un’associazione che opera per il bene dei giovani in un ambiente dilettantistico, che spesso, per motivazioni personali viene messo in discussione. 

Cosa si aspetta dalla stagione corrente e cosa dalla prossima?

Dalla stagione in corso mi aspetto: per  la società una crescita strutturale da consolidare con la prossima;
per la squadra mi aspetto che arrivi nei primi tre posti. Per il presidente e il direttore generale un ottima iniezione di fiducia nei confronti dell’allenatore, dei suoi collaboratori e della squadra .

Cosa bolle in pentola per la stagione 2019/2020

Una crescita strutturale della società con la prima squadra affiancata da una o piu under e una scuola calcio
Ma prima di tutto voglio la casa della società. Come tutti.

A tu per tu con Danilo Messa, Direttore Generale del Dairago C5

 

Ci lasciamo alle spalle la vittoria sofferta contro l’ottimo Varese C5 proiettando le nostre attenzioni alla gara di venerdì 8 marzo in casa della Master Team; nel video la sintesi del match e l’intervista al Direttore Generale e Team Manager della prima squadra Danilo Messa.

 

A tu per tu con Danilo Messa, Dairago C5.

Avendo militato per anni da giocatore quale esperienza ricorda con maggiore affetto e partecipazione emotiva?

Emozioni ne ho provate molte, tutte diverse ma intense, la vittoria di un campionato senz’altro è la più bella, ma quella piu forte fu la partita contro la Fortezza nelle finali play off vinta all’ultimo secondo proprio a Castellanza: pensi un pò…

Come e quando è maturata l’idea di ritirarsi e poi di diventare dirigente di una squadra e perchè ha scelto di essere il direttore sportivo/generale del dairago?

La decisione di appendere i guanti, è venuta dopo aver riportato l’Aurora in C2. (calcio a5, LND Lombardia)
La squadra era retrocessa dopo il mio infortunio e mi ero promesso che mi sarei ritirato solo nel momento della promozione e cosi è stato.

Ho scelto il Dairago dopo un anno sabbatico e dopo un confronto con il presidente Raimondo, che è uno che sa quello che vuole, ho scelto questa piazza; mi è piaciuta la sua idea di società che è molto vicina alla mia.

Come si trova nella nuova veste di direttore sportivo? Le manca il calcio giocato?

Beh mi trovo bene da direttore sportivo non si vede?
Comunque non mi manca il calcio giocato anche se forse, riflettendo, mi sono fermato troppo presto.

Campionato apparentemente falsato, prima l’Aurora Calcio ed ora, nel girone di ritorno il Carioca. Quali ricadute ci saranno sull’intero movimento?

Sicuramente non è piacevole vedere le società fallire, poi farlo a campionato in corsa, nel girone di ritorno ancora di più; La lega dovrà rivedere qualcosa in termine di regolamento e sanzioni perchè in questo modo si falsa troppo il campionato

La dirigenza Dairaghese ha riposto in lei la fiducia; dopo questo primo anno conoscitivo Raimondo & Co. le hanno anticipato le chiavi per la prossima stagione, ci saranno dei cambiamenti? Quali sono gli obiettivi del Vostro Dairago?

La stagione non è finita, come ho scritto sopra mi sto trovando bene qui e sono lusingato della fiducia riposta. Parlare ora del futuro non è ancora possibile; c’è tanto da fare e sicuramente ritoccheremo qualcosa ma di certo il mio imput sarà rafforzare e non smembrare.

Quale è il risultato più importante riscattato in carriera e quale prevede, nel futuro prossimo, con il Dairago?

– sorride – Il risultato più importante è sicuramente quello che ancora deve arrivare, quelli già raggiunti non contano più, con il Dairago sicuramente sarà quello di una crescita collettiva sia societaria, sia per settore sportivo…. Poi vedremo

Il roster dairaghese, è competitivo e vanta di esperienza, ma per il futuro bisogna pensare in modo più giovanili. Quali sono le proposte del Dairago per lo sviluppo del proprio movimento?

Certamente quest’anno si è cercato di avere un giusto equilibrio, e iniziare un percorso che ci porterà più avanti ad avere un settore giovanile che diventerà uno statura importante sia per la crescita sportiva e sia per la crescita societaria: un qualcosa che ad oggi non tutte le società hanno.

Dal comune di Dairago al comune di Castellanza, prevedete uno sviluppo sul territorio oppure no?

Beh mi auguro vivamente che si possa parlare di sviluppo; purtroppo ci troviamo in un nuovo Comune, dove la nostra disciplina non è molto conosciuta; diverse le realtà sportive in attività importanti.
Ci siamo prefissati, come primo obiettivo istituzionale, di portare il nostro sport nelle scuole per farci conoscere e raccontare il nostro progetto con l’obiettivo sportivo di coinvolgere ragazzi e bambini di qualsiasi status sociale, di qualisiasi livello tecnico. Non siamo una società professionistica dove a livello tecnico gli atleti devono eccellere e
ricordiamoci, che, seppur è bello giocare con una divisa infangata nel corso di un temporale, le mamme preferiscono le discipline al coperto: la nostra.
Nella circoscrizione Castellanzese ci sono ottime strutture e come associazione desideriamo sviluppare il nostro ideale in questo Comune, che per altro, quest’anno ci ha ospitato senza referenza, ma dando fiducia ai nostri ideali: seppur ospiti e con una ragione sociale “antipatica”, ci troviamo molto bene. 

Siamo al 70% della manifestazione: nuovo mister, squadra al 90% nuova ed un risultato migliore della passata stagione, quali sono gli obiettivi centrati fino ad oggi? Come si muoverà il dairago nell’ambito del futsal mercato (senza svelarCi i nomi)

Beh.. Mister nuovo squadra nuova: al momento gli obiettivi raggiunti sono stati quelli che ancora devono arrivare. Non posso sbilanciarmi.
Ci sono marigni di miglioramento e naturalmente dobbiamo migliorare le prestazioni sportive della stagione scorsa giunti al termine delle gare in nona posizione. Quest’anno abbiamo raggiunto, con non poche difficoltà, una buona posizione, grazie a Mister Spadaccino: il connubio di giovani ed esperienza ci permettono, ad oggi, di essere la terza forza del nostro girone.  La stagione è ancora lunga e non sappiamo come finirà questo campionato, dove ogni partita sarà una lotta e noi siamo alla ricerca dei 6/9 punti per essere matematicamente ai play-off; raggiunto questo obiettivo, disputeremo ogni partita come fosse una finale: gli Atleti sono abbastanza motivati.
Qualora, quest’anno, arrivasse una possibile promozione in C1, la società è pronta ad affrontare questo importante passo ed in previsione, sto lavorando insieme al mister allo staff tecnico per allestire anticipatamente un roster competitivo. La società sta creando il settore giovanile con l’obiettivo di avvicinare nuovi giovani alla nostra disciplina.

E’ presto per parlare delle anticipazioni di mercato e come ho già ribadito sopra, non prevedo di sconvolgere la squadra ma punteremo a rinforzare alcuni ruoli. Gli ottimi risultati fino ad oggi ottenuti e se mantenuti in continuità ci permetteranno di riaffermare gli atleti della stagione corrente; la società, all’inizio della stagione è stata chiara: raggiunto l’obiettivo chi sceglierà di vestire per 1 altro anno la nostra maglia riceverà un premio.
Concludo con il comunicarvi che sono stati avviati alcuni  contatti con altre società per il passaggio di giocatori al Dairago ma di questo ne parleremo a bocce ferme.

Si ringrazia per la disponibilità il Dirigente Messa. 

 



…IL PORTIERE MESSO A NUDO…..

Luca COLOMBO

 

                               Giorno a tutti, come promesso eccoci qui per una breve intervista al Portierone del Dairago, ad oggi terza in classifica nel girone “A” serie C2  della Lombardia.

Salve Colombo come sta tutto bene?

-Buon giorno, si tutto ok grazie.

Passiamo alla prima domanda, secondo anno al Dairago cosa l’ha trattenuta?

– Beh mi ha trattenuto  in primis  il progetto della società, la costruzione di  una squadra per salire in C1, e soprattutto anche il rapporto di amicizia con il presidente Raimondo.

Ad oggi lei risulta uno dei migliori portieri della categoria penso le faccia piacere?
-Certo mi fa molto piacere, ma la mia prerogativa è quella di non sentirsi mai arrivato, mi piace lavorare allenamento dopo allenamento per migliorarmi, di questo ringrazio la società perchè  ha messo a disposizione di noi portieri di allenarci costantemente, affiancandoci Mister Burzo.
Come si trova con Mister Spadaccino e lo staff Tecnico
-Con Burzo come ho già detto, mi trovo bene, è sempre puntuale nel rivedere i miei errori post partita ed è una presenza positiva all’interno della squadra, con Mister SPADACCINO ho già avuto un’esperienza nell’ Elle Esse, quell’anno abbiamo avuto belle soddisfazioni.
Quali sono i suoi obiettivi
-Semplice, continuare a far bene e portare più punti possibili alla squadra per il raggiungimento dei Play-Off e poi salire in C1.
Abbiamo chiesto al Direttore Messa quali saranno le mosse per il futuro, lui ci ha risposto che la prima mossa sarà quella di blindare il Portierone, cosa sa dirci in merito ci sono sirene da altri scogli?
–  Fa piacere sentirsi apprezzato, ma ho anche io le mie aspirazioni, al momento posso solo dire che se dovessimo salire non mi schiodo da qui, caso contrario si starà a vedere, personalmente non ho ancora avuto contatti per il futuro, ma sono in parola con il DG, che al momento opportuno ci guarderemo in faccia e vedremo il da farsi, al momento penso solamente al Dairago, farò di tutto per non deludere i miei compagni e la società.
Il Dairago sta crescendo, come società e come squadra, e il prossimo anno ci sarà la costruzione del settore giovanile, potrebbe diventare un esempio per i più giovani che arriveranno, cosa pensa di questo.
– E’ uno dei motivi per il quale ho deciso di rimanere quest’anno, sapere di una crescita della società non può che farmi contento, e spero di farne parte.
Ad oggi è il Vice Capitano, a volte il Capitano, per l’assenza di Pitronaci, dica la verità le pesa quella fascia.
– Assolutamente sono molto tranquillo , non soffro la pressione cerco di giocare e vivere le partite nello stesso modo, che sia la prima in classifica oppure l’ultima, nel nostro livello a volte la differenza la fa l’episodio e solo i portieri possono decidere come si muoverà l’ago della bilancia, quindi bisogna essere sempre sul pezzo.
Siamo ai Saluti, ultima domanda mi dica un pensierino per il futuro Sportivo  immediato…
-Salire in C1 .
Bene non posso che salutarla e augurarle in Bocca al Lupo
-Evviva il Lupo, buona giornata.
L’ intervista finisce qui, ci ritroveremo la prossima settimana per commentare la gara Castionetto – Dairago, valida per la 19^, un Castionetto reduce da una vittoria pesantissima contro il Legnano fuori casa.