Identikit del Dairago: quando subentra la sfiducia aumenta la sfortuna e quando dai la colpa alla sfortuna hai già inconsciamente smesso di lottare.

Il calcio è strano. C’è chi dice che vive di episodi e chi giura che, in fondo, è uno sport “giusto”: in un modo o nell’altro la spunta sempre il più forte. Ma non è vero. Prendete le squadre che retrocedono.

Ci si aspetterebbe che a retrocedere siano i più deboli. E invece no, il dairago per esempio, rischia la retrocessione non per debolezza di gioco ma mentale; l’attuale roster è spaccato in due: chi con il Mister ci crede e chi invece si è arreso a Natale.

Qualche squadra retrocede perché davvero non è all’altezza della categoria. Da qualcuna te lo aspetti: mercato insufficiente, troppi giocatori scarsi, finanze in rosso. Qualche altra perché è retrocessa ed è stata ripescata all’ultimo, ma ormai ha svenduto la squadra. Salvarsi è dura. Poi ci sono quelle che retrocedono e non capisci perché. Ad esempio, alcune fanno un mercato buono, lodato dagli osservatori. Eppure si squagliano. E non c’è mister che tenga.

Perché qualche squadra è misteriosa.

Qualche squadra retrocede perché le amichevoli estive si fanno per cogliere i segnali e capire come intervenire sul mercato, ma se uno scrive quel che vede e che non lo convince, è un disfattista.

Qualche squadra retrocede perché dopo aver tenuto in società per anni il Gatto e la Volpe era inevitabile che arrivasse anche un Pinocchio.

Qualche squadra retrocede perché la difesa fa acqua dalla prima amichevole, ma i difensori veri sono giunti a dicembre, e senza preparazione.

Qualche squadra retrocede perché le squadre non si fanno a gennaio, ma dai che a gennaio arriva il bomber.

Qualche squadra retrocede perché il calcio “a costo zero” non è mai a costo zero: quel che risparmi in ingaggi, lo spendi in antidepressivi.

Qualche squadra retrocede perché ha gli attaccanti tutti mezzi rotti già alla sesta giornata. Ma tanto non segnavano manco prima, quindi…

Qualche squadra retrocede perché chi fischia è sempre e solo un non-tifoso. Ok, allora chi si mangia un gol impossibile lo cominciamo a chiamare “non-giocatore”?

Qualche squadra retrocede perché avere potenzialità inespresse è peggio che non averle. Se conosci i tuoi limiti, ci metti poco a dare il massimo: non hai nulla da perdere. Quando invece ti senti forte e non rendi, cominci a dare la colpa a fattori che non puoi controllare… fino a che ti autoconvinci che è una maledizione e che i tuoi sforzi sono vani.

Qualche squadra retrocede perché quando un arbitro fischia un rigore, è sempre per l’avversario.

Qualche squadra retrocede perché prendi 3 goal negli ultimi 5 minuti buttando al vento una vittoria, e il mister ti fa i complimenti per la prima ora di buon calcio.

Speriamo che l’esorcismo funzioni. Forza Dairago fino alla fine!