Intervista al giovane talento Luca Cherobin

Classe 2001. Un trascorso nel calcio a11 che conta. Aggiornamento di posizione e cambio di disciplina ma seppur calciando con rabbia e determinazione sempre il pallone. La sua fisicità, unita alla bravura e la determinazione nell’ anticipare l’avversario di turno, ne fanno un pezzo pregiato dei rossoblu guidati da Mr Spadaccino. Grandi prospettive per la prossima stagione riservate da Messa & Co. In attesa di palcoscenici più importanti, Luca è concentrato sul presente e sul campionato in corso dove spera, di mantenere la posizione in classifica e conseguire con la squadra l’obiettivo playoff.

Chi è Luca Cherobin? Nato 27/08/2001 da papà Michele e mamma Daniela. Fratello di Matteo, giovane che ha militato in passato, per 3 anni nelle file del Dairago C5. 42.5 di scarpa per 70 kg di peso e 172 cm di altezza. Un ragazzo schivo ma simpatico: un animale da banco per la quantità e la velocità di cibo ingurgitato. Un trascorso da calciatore importante con militanza nella Bustese campionato regionale A e Nazionale e sucessivamente ad Inveruno e Legnano categoria regionale A. Da giugno 2018, giovanissimo atleta del Dairago C5: categoria serie C2.

Conociamolo meglio.

Giovanissimo già in serie C2. Quali sono le differenze tra il C11 ed il C5 e perchè hai scelto dairago.

Ho sempre giocato a 11 da quando avevo 6 anni, quindi il mondo del calcio a 5 è nuovo per me. Ho girato varie squadre ma negli ultimi 2 anni, tra problemi di allergia e altro avevo bisogno di cambiare. Mio fratello circa 3 anni fa ha giocato nella juniores del Dairago a 5 con il mister Raimondo, attuale Presidente. L’ho chiamato chiedendogli se potevo provare e Lui mi ha accolto a braccia aperte. Questa disciplina da undici a cinque cambia radicalmente; ad undici hai più tempo per pensare e per giocare cosa che a cinque non hai. Anche la tattica e gli schemi cambiano molto, cosa che nei primi mesi mi ha messo in difficoltà e anche tutt’ora, ma di meno.

La società sta lavorando per il settore giovanile, il prossimo anno sarai il capitano dell’under? Sei mai stato capitano? Saresti contento?

Negli anni passati poche volte sono stato capitano. Non so se sarò capitano dell’under il prossimo anno, ma se la società mi darà questa occasione ne sarei felice e metterò tutto l’impegno che serve per onorare la fascia e di assumerMi le responsabilità che ogni capitano deve assumersi.

Un messaggio diretto ai tuoi coetanei che potrebbero giocare con Te nel Dairago C5. Devi convincerli.

Il gioco del calcio a cinque è meno diffuso dell’undici, per questo le persone pensano che a cinque si gioca quando sei a fine carriera ma non è così: Io, ho provato entrambe le discipline, perché sono due sport molto diversi; posso dire che le partite a cinque sono molto più impegnative rispetto a quelle a undici e, per esperienza personale, se stai perdendo anche 5 a 0 a cinque minuti dalla fine puoi ribaltarla e vincere anche, cosa che nel calcio ad undici non puoi, è impossibile. Secondo me, è questa la cosa bella del calcio a 5, le partite sono molto più veloci e combattute e fino all’ultimo secondo non sai come finirà. 

Raccontaci la tua esperienza nel Dairago C5. Cosa c’è stato di positivo e cosa di negativo?

All’inizio, parlando di problemi collettivi, ci sono state delle criticità con alcuni compagni di squadra e con l’ex mister. Parlando di me, non ho mai avuto problemi sia coi compagni sia col mister. Devo ancora imparare molto, ma pian piano sto trovando i miei minuti di gioco effettivi in partita e di questo son felice, perché nei primi mesi giocavo poco niente seppur quasi sempre convocato.

Sono contento di aver scelto il Dairago C5 e spero di essere sempre più utile alla causa.

Cosa ti rimarrà nel cuore di questa stagione.

E’ bello vincere il campionato o giocarsi i play off e vincerli, ma la cosa che mi rimarrà di questo anno saranno le persone che ho conosciuto che mi stanno aiutando da settembre ad ora nella mia crescita calcistica e per questo le ringrazio molto.

Chiudiamo la nostra intervista con due battute della dirige20nza dairaghese:

Danilo Messa, Direttore Generale: “Luca è stata una vera sorpresa, schivo e taciturno ha affrontato la sua prima stagione di C5 con la maturità di un veterano, ha margini impressionanti di crescita, ma la sua forza è la grinta e cattiveria che ributta in campo. Dopo una prima parte ad apprendere, ora sta trovando il suo spazio, e quando non gioca si capisce che è incazzato ma non molla e per un 17nne è raro trovare tanta caparbietà. Per questo stiamo approntando il settore giovanile proprio per farlo crescere e dargli esperienza in categoria

Massimo Oneda, Segretario e Tesoriere: “poche parole ma grande qualità e sostanza. In campo si fa notare per sue indubbie doti calcisticamente molto molto promettenti. si fa ben volere da tutti. voto eccellente