Talento e determinazione: doti da futuro campione

Ultimamente mi accorgo di essere diventato intollerante.
Se intravedo una cosa o un atteggiamento che non condivido non riesco a stare zitto; spesso questo diventa motivo di conflitto.
Sono una persona schietta e diretta; alcune volte manco di rispetto al prossimo.

Non è facile capire dove finisce il rispetto dell’altro e dove comincia l’ipocrisia.
Da ipocrita, desidero condividere con voi alcuni miei pensieri della vita, ai quali quotidianamente assisto o nei quali mi trovo coinvolto.
Vi chiedo di riflettere alle motivazioni che guidano le persone nel mondo del calcio.
Ci sono quelli che (persone) fanno le cose per un proprio interesse personale. Nonostante l’età avanzata fanno i fenomeni nei campionati amatoriali, si reputano esperti procuratori da bar e dalla panchina si avvalgono della facoltà di predominare sul proprio allenatore.
Ci sono quelli che (persone) scrivono, leggono e predicano l’umiltà ma poi la chiudono in un cassetto e usano solo l’arroganza, mascherandola con termini conditi e farciti da businessman.
Altri sono quelli che (gli atleti), in silenzio, lavorano con determinazione e collaborano con il proprio gruppo: umili nella vita; atleti dotati della giusta quantità di modestia e superbia.

In questo articolo, cercheremo di raccontare, la storia di Grassiccia Alessandro, bomber di razza pura, che ha deciso di lasciare temporaneamente il calcio e di conseguenza il DairagoC5.

Raimondo Gianmario, ha appeso la tuta ed il fischietto da tecnico e si è posto tra l’atleta e la dirigenza come amico; certo che, la sua dote carismatica riesca a suscitare l’interesse nel giocatore per la prossima stagione sportiva.

A Grassiccia manca una sola dote da bomber vero: non è eccentrico; è un viaggiatore, con una gloriosa carriera da punta con il vizio del goal. Classe pura da calcio ad undici, velocità, progressione, fiuto del goal.
Ottimo elemento nel calcio a cinque.
Per mister Raimondo, è un giocatore che deve entrare a partita iniziata perchè in silenzio, in panchina, matura un alto livello di andrenalina, che sprigiona quando entra in campo.
Ha la forza per contrastare l’avversario, l’intelligenza per l’assist, il fiuto per il tap-in vincente, la velocità per pressare/recuperare ed il fiato per difendere e attaccare.
Questa sua trans agonistica, tende a scaricarsi dopo 25 minuti circa.
Come una batteria deve essere ricaricato. Ma poi?

Parrella, Mini e Russo un trinomio da custodire gelosamente nell’album dei ricordi.

Ricordo una battuta del mister al termine della contestata partita contro il giardino: “Mini non è un bomber con la valigia”.
Cosa voleva specificare il mister con quelle Sue parole?

Per come lo conosciamo noi , “Mini” ha bisogno di conoscere il proprio recinto (=la squadra) e se qualcuno mette in discussione il suo operato o l’operato delle persone che reputa importanti (nello sport, nella vita e nel lavoro) entra in crisi. Non è una macchina. E’ fatto di carne ed ossa.

Nonostante le delusioni, la tristezza e gli infortuni ha portato a termine l’impegno preso ad inizio anno.

La sua grande passione è il calcio.

La fase primaverile sarà per lui un periodo transitorio; avrà modo di sistemare le situazioni più ambigue della sua vita, per tornare a settembre carico di andrenalina e determinazione… e chissà: dimostrare tutto il suo valore, partendo da Titolare!

A seguire un paio di battute con la dirigenza del DairagoC5:

Parrella Stefano: “alcune scelte sbagliate porteranno Mini lontano dal DairagoC5 e dal Bellavita

Salerno Melchiore: “chi mini? impossibile.

Zangrilli Piero: “Grassiccia ama il calcio. Questo gruppo avviato da Jimmy l’anno scorso ha bisogno di Mini, con i suoi pregi e con i suoi difetti.


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